15.9.16

Viaggiatori vecchi maniera

A Kirkwall siamo state in questo ostello qui, una grossa struttura bianca per viaggiatori vecchio stile.

Fa parte della catena di ostelli SYHA, un'associazione non-profit nata nel 1931 di cui si può diventare membri (se non lo si è si paga un extra ogni notte) e che, almeno per quanto riguarda l'ostello di Kirkwall, si differenzia parecchio dall'idea di hostel che si è diffusa ultimamente.

A me piace il senso comunità degli ostelli, ma non gli annessi e connessi di alcolizzarsi insieme o di promiscuità. Sarà pure che ho una certa età. E sarà che a Kirkwall non ci arrivano molti festaioli alla ricerca di notti sex, drugs and rock & roll. Quindi l'ostello di Kirkwall mi è sembrato per viaggiatori vecchio stampo.

Gli ospiti sono per la maggior parte pensionati (soprattutto signore sole), amanti della natura, delle passeggiate, della tranquillità.
L'ostello, nonostante i labirinti di corridoi e stanze è silenziosissimo (eccetto gruppetto di spagnoli urlanti nottetempo) e soprattuto pulitissimo. Sembra una grande casa, con cucina enorme piena di pentole e pentoloni e sala da pranzo spartana, salone coi divani e con giochi da tavolo, libri da leggere (e scambiare), galline in giardino, tanta luce che entra dai grandi finestroni.

Un po' fuori dal centro (10 minuti a piedi), in una zona tranquillissima, è un altro posto che mi ha fatto venire voglia di rimanere a vivere alle Orkney.
Internet c'era solo nella piccola hall e per usarlo bisogna immettere codici che vengono continuamente cambiati e sono disponibili alla reception. Un po' uno svantaggio per chi vuole progettare le tappe del viaggio online, ma che ti spinge a ritornare alle vecchie mappe e volantini e a passare meno tempo in camera in solitario isolamento e più negli spazi comuni.

Così osservo coppiette di 60-70enni con le loro belle scarpe e bastoni da trekking,  famiglie coi bimbi piccoli che si divertono coi giochi della sala comune, un cieco con il suo cane, signore Fletcher che viaggiano sole e che fanno comunella con le altre signore. 
In cucina si prepara roba sana, niente buste di Mac Donald's e olezzi di fast food, c'è chi si fa una zuppa e chi mangia insalate, una signora guarda la nostra padella con le verdure saltate e dice it's lovely con un po' di invidia - ci siamo comprate l'olio d'oliva in bottiglietta piccola da portarci appresso - tanto che ci chiede la padella usata per 'ripassare' le sue di verdure. Of course, go ahead.


Ma soprattutto niente visi incollati agli schermi di smartphone, ipad e affini. Anche se i britannici (e molti altri stranieri) dovrebbero comunque avere connessione internet, si vedono proprio pochi telefonini in giro, non ne squilla nemmeno uno. Osservo una ragazza che scrive fitto fitto su un diario, gente che legge libri o giornali, vedo persone conoscersi e decidere di farsi una gitarella insieme. Il tutto però molto più lentamente e silenziosamente (anche perché la maggior parte degli ospiti girano scalzi!) che in ostelli più moderni.
          
Ne approfitto anche io e mi leggo The girl on the train, pescato a caso nella fornitissima libreria.


















(Sul tavolo un puzzle cominciato da qualcuno e continuato da qualcun altro ...)

Faccio questo paragone perché a Dundee siamo stati in un ostello bellissimo (di cui poi vi racconterò) e la sala comune traboccava di giovani backpacker silenziosi, tutti su facebook o whatsapp, disinteressati a tutto ciò che li circondava. Per me una terribile sensazione di vuoto fra la gente e di isolamento. Di mancanza di condivisione, come se (alcuni) i moderni viaggiatori fossero sempre con il cervello altrove.

A me piace pubblicare foto su facebook, che i miei amici e familiari seguano il mio itinerario e scoprano con me nuove parti del mondo. Però non condivido lo stare su internet appena si acchiappa una connessione wireless ed perdere così l'occasione di conoscere nuove persone, di scambiare due chiacchiere, di osservare con curiosità ciò che ci circonda qui ed ora.


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Info di viaggio

Unica pecca il check-in dalle 17 alle 22, prima l'ostello è proprio chiuso per pulizie (e per entrare serve un codice). Per noi non è stato un problema perché avevamo potuto lasciare le valigie a Stromness e credo che avvisando in anticipo si può comunque entrare e lasciare il bagaglio.  Il vantaggio è che l'ultimo giorno il nostro traghetto era a mezzanotte, abbiamo potuto lasciare le valigie tutto il giorno e di sera siamo rimaste nella sala comune a cenare e leggere fino a che non è arrivato il momento di partire.
C'erano cartelli che avvisavano che l'acqua delle docce ci mette un po' a riscaldarsi, ma a noi non è successo. 
È un ostello casa, quindi bisogna lavare e asciugare tutto ciò che si usa e riporlo, per mantenere l'ordine.
Alla reception molto simpatici e molto alla mano.

13 comments:

  1. Ah, ma che posto delizioso! Dovrebbero fare una guida degli ostelli in base al tipo di persone che si incontrano. Tipo "ostello da signore Fletcher".

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    1. È un posto dove immaginerei di incontrare te che scribacchi e il tuo Mr che analizza le galline del giardino.

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  2. Come mi mancano gli ostelli pre cell phones!

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    1. Chissà se quelli di questa catena qua sono popolati tutti da gente stelefoninata!

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  3. Quando io e il Dottore andiamo a camminare nelle Highlands alloggiamo sempre negli ostelli della SYHA. Quelli in cui siamo stati assomigliano a quello che hai descritto tu. Mi piace poter cucinare come se fossi a casa e non avere la distrazione della connessione internet fissa. Servono piu' posti cosi' :)

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    1. Sì, tranquillità d'altri tempi <3

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  4. Ciaoo!! ^_^

    Sono passata per caso sul mio blog e ho trovato un tuo commento di qualche giorno fa.
    Grazie per essere passata!

    In effetti ho mollato il blog da un pezzo, e mi dispiace un po'. Forse doveva finire così, chissà.
    Sono emigrata ormai un anno fa.
    Una parte di me vorrebbe continuare a scrivere, una parte non ha tempo e un'altra, beh, l'altra non sa...

    Vedo che tu continui a scrivere e a viaggiare, magari prima o poi ricomincerò anch'io!

    In bocca al lupo per tutto! ^_^

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  5. (Non so perché, ti scrivevo i commenti ma non venivano pubblicati! Dai un'occhiata nello Spam, chissà quanti ne trovi!)
    Sai che io ho avuto la stessa impressione straniante di giovani attaccati agli schermi che hai avuto tu?
    Un paio di anni fa sono andata a fare un corso finanziato dall'Unione Europea. Eravamo una ventina, provenienti da Europa e Medio Oriente. Io ero la "nonna" del gruppo con i miei 29 anni, tutti gli altri avevano dai 19 ai 25 anni.
    La sera in cui siamo arrivati, io e l'altro italiano siamo rimasti senza fiato. "Ciao a tutti" abbiamo detto sulla porta di una stanza dove c'erano una decina di persone. Nessuno ci ha calcolato. Hanno alzato lo sguardo dai tablet e dai telefoni e hanno continuato a farsi i fatti loro. Avremmo dovuto dormire assieme, e fare attività, discussioni, gite assieme per una settimana e nessuno si era presentato.
    Mi ricordo di esserci rimasta parecchio male. Poi li ho conosciuti, siamo stati bene, ma quella sensazione di "non ti interessa fare nuove amicizie perché tanto sei sempre in contatto con quelle vecchie" mi aveva molto colpita.
    Mah...

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    1. Nello spam non c'è nulla!!! Io ho messo l'approvazione dei commenti prima della pubblicazione perché c'è gente non proprio carina in giro e anche un sacco di spam! Ecco, sì, quella sensazione anche io, neanche tanto fare nuove amicizie, ma neppure scambiare due parole ... quante belle cose si perdono!

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